fbpx
https://www.pisaorologeria.com/it/marchi/patek-philippe/
it
Novembre 2022

Storia del tourbillon, la complicazione per eccellenza dell’orologeria

Lo ammetto, molte volte ho sbagliato. All’inizio della mia carriera di venditore e, prima di cominciare a capirci qualche cosa, ho detto molte inesattezze. È abbastanza normale, l’orologeria meccanica è un campo molto complesso; bisogna studiare o almeno leggere di meccanica, di storia generale e specifica, un po’ di fisica, di metallurgia, conoscere le origini delle aziende e molte altre materie. Più conosciamo e meno monotoni saremo nel presentare un prodotto, più corretti nel descrivere cosa è un orologio. Non voglio fare il difficile, ma per diventare un venditore preparato ci vogliono tanti anni.
Quando ho iniziato io, nel 1990, non c’era Internet, non esistevano le riviste, poche aziende, contrariamente ad oggi, organizzavano corsi di formazione. Una delle inesattezze che mi sono trascinato di più è stata quella di definire il tourbillon uno scappamento. Non è uno scappamento.
Dopo investimento, se c’è un termine oggi decisamente abusato in orologeria, è tourbillon. Questa parola mi segue, mi molesta, me la ritrovo spesso d’attorno un po’ come la pubblicità che, oramai, ci bombarda tutti i sensi.
Scusate lo sfogo ma, forse per questioni di età, mi ritrovo un po’ insofferente verso quegli argomenti che vengono troppo dibattuti ma, poco approfonditi. Oltre che un professionista, per mia fortuna, sono diventato anche un appassionato e questo mi permette di capire meglio perché questo congegno affascini, colpisca, incuriosisca, provochi dibattiti. C’è un fascino evidente nell’osservare il ruotare di un tourbillon più, molto di più, di ogni altro movimento che avviene in un orologio meccanico e non è un caso se, negli ultimi anni, il dispositivo è quasi sempre visibile attraverso una apertura del quadrante. Un po’ di storia.

Storia del tourbillon

Il tourbillon è forse l’invenzione più geniale di Abraham-Louis Breguet: stiamo parlando di uno dei più prolifici e creativi grandi tecnici orologiai della storia. L’intera lotta di chi costruisce orologi è rivolta alla soluzione, alla eliminazione, alla correzione dei molti problemi che riguardano gli attriti, la lubrificazione, la distribuzione delle forze, al tempo di Breguet si aggiungeva anche la gravità.
Gli orologi venivano portati in un taschino e quindi restavano in posizione verticale per la maggior parte del tempo. Il bilanciere era sottoposto a perturbazioni significative e questo rappresentava un limite verso la ricerca della precisione. Breguet pensa e inventa un meccanismo per cui tutto lo scappamento ruota su sé stesso in un minuto. Creando una gabbia che contiene tutte le parti, con spirale, bilanciere, ancora e ruota impernate sullo stesso asse, il pignone dello scappamento ruota intorno alla quarta ruota che è fissa, creando la rotazione che tanto colpisce.
Per chi sa come funziona un orologio risulta apparentemente semplice (dopo che lui ha tracciato la strada), ma complicato, molto complicato da realizzare e, soprattutto, da bilanciare. Ci vuole un tecnico dotato di una grandissima sensibilità, oltre che di una grande manualità. Per molti anni, quasi duecento, il tourbillon è stato costruito poco, solo dai più grandi orologiai con pezzi unici o piccolissime tirature, o come prova di bravura per i più dotai allievi di qualche scuola superiore di orologeria, spesso solo come scappamento e non come movimento intero. Ho letto da qualche parte che dal 1801, data di presentazione del brevetto, fino più o meno gli anni 60 del 900 si contavano circa 600 tourbillon conosciuti e documentati. Pochi in fondo.

La diffusione del tourbillon

Ma allora come siamo arrivati alla diffusione degli ultimi anni? Perché un sistema che doveva risolvere principalmente un problema degli orologi da tasca è finito negli orologi da polso? Ottima domanda.
Il motivo principale sta proprio nel fatto che solo i migliori tecnici possono costruirne uno e quindi dare molto risalto a sé o alla azienda per cui si lavorano. Ma se cambiando il punto di osservazione potremmo anche dire che se produci, o hai in catalogo un tourbillon, appartieni all’Olimpo dell’orologeria e questo ha scatenato una corsa ad inserire questo piccolo miracolo di meccanica nei campionari di molte aziende.
Aziende che non sempre hanno al proprio interno personale adeguato. Ecco che allora ci si appoggia a laboratori specializzati, che provvedono a creare e, a volte, produrre un movimento ad hoc. Niente di nuovo sotto il sole. Negli ultimi 30/40 anni sono stati costruiti più tourbillon che nei due secoli precedenti. Per me sono decisamente troppi. Se chiunque ha in listino almeno un modello con questo meccanismo, personalmente non mi attira più tanto. Non mi emoziona più, o è difficile da realizzare e quindi raro, o non lo è più e quindi diventa normalità. Sono troppo severo? Sono troppo abituato all’eccellenza per cui, come a volte succede ad alcuni chef che non sentono più i sapori, ho perso il gusto? Il problema è solo mio? Non lo so, datemi la vostra opinione, scatenatevi.
Il tourbillon serviva ad eliminare una imperfezione legata alla forza di gravità, quindi inutile in un orologio da polso. Se già i nostri movimenti, di fatto, eliminano questo problema, perché inserire in un movimento un meccanismo così complesso da costruire e anche molto costoso?
Forse perché l’appassionato è prima di tutto molto “goloso”, istintivo, perché spesso decide con la “pancia”, ed ecco che questo piccolo dispositivo, che sa essere ipnotico, DEVE entrare in una collezione. Non ha grande importanza se poco utile al polso, non importa se ne vengono prodotti troppi, se hanno costi a volte molto differenti, se non siamo sicuri che sia stato creato in house, perché rappresenta il meglio della tecnica.

L’evoluzione del tourbillon

Gabbia rotante, quarta ruota fissa, spirale/bilanciere sullo stesso asse, questa l’idea di Breguet. Per molto tempo questa la linea guida per progettare tourbillon. Ma il mondo delle lancette è creativo e quindi a complicare le cose, sono arrivati altri attori.
Nel 1892 Bahn Bonniksen inventava un meccanismo che chiameremo Karrousel e che nelle intenzioni del costruttore doveva essere una variante più semplice e robusta del tourbillon. In questo caso il dispositivo non gira sulla quarta ruota, ma il pignone della terza ruota spinge alcune ruote intermedie e la quarta ruota con lo scappamento. Vi ho confusi? Mi dispiace ma questo è un argomento molto tecnico e solo con il sostegno di un video o con dei modelli è possibile essere più chiari. Se andate su Internet troverete molti esempi e sono certo che sarà più facile comprendere. Ma non finisce qui dato che si parla di tourbillon, di Karrousel, di Carousel tourbillon, tutte varianti apparentemente simili, da perderci la testa.
Dato che il meccanismo originale riguardava gli orologi da tasca, ma praticamente inutile al polso, ecco che sono stati creati dispositivi che “giustificano” l’introduzione di questo affascinante e, non dimentichiamolo mai, molto costoso congegno. Molti studi sono stati fatti per migliorare le prestazioni del progetto originale, molti bravissimi e creativi tecnici si sono cimentati nella sfida di portare ad un livello superiore le prestazioni.

Sono nati i tourbillon multiassiali, quelli doppi, addirittura quadrupli, quelli inclinati, quelli che compiono il loro giro in 30, 24 o addirittura in 5 secondi, i tourbillon volanti, i girotourbillon, i tourbillon orbitali, gli astrotourbillon. Mi sta girando la testa.
Si lo ammetto a volte ancora sbaglio. Volevo parlare un po’ di tourbillon, ma sono riuscito solo a complicarvi la vita. Ci ho provato, l’argomento è vastissimo, molto tecnico, oggi anche molto “fluido”, insomma un caos.
Ma voi cosa ne pensate?

Contattaci

    Nome*
    Cognome*
    E-mail*
    Prefisso*
    Telefono*

    *Campo obbligatorio