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Maggio 2021

Diamante Hope: la storia del diamante blu maledetto

Non un diamante blu come un altro: il diamante Hope è, probabilmente, il diamante più famoso del mondo. Deve la sua fama al suo altissimo valore (si tratta infatti di un diamante di 44.52 carati) ma anche e soprattutto alla sua storia maledetta. Se esiste una classificazione dei gioielli maledetti, senza ombra di dubbio il diamante Hope deve esserne il capofila: vediamo il perché!

La storia del diamante Hope

Perché questo gioiello viene definito maledetto? Semplice: la leggenda dice che chi indossa il diamante Hope va incontro a una sorte drammatica. E la storia, purtroppo, sembra proprio confermare questa superstizione.
Le radici del diamante sono in India: una leggenda racconta che il diamante venne rubato una prima volta già nel sedicesimo secolo, da un monaco indù, che per il furto venne torturato a morte. Il gioiello venne poi acquistato nel diciassettesimo secolo dal mercante francese Jean-Baptiste Tavernier: qualcuno dice che egli in realtà lo rubò dall’occhio della statua Rama-Sitra. In tutti i casi, la maledizione si abbatté su di lui. Il figlio lapidò i beni di famiglia al gioco, e il mercante morì in viaggio nel tentativo di tornare in India.

Il diamante blu arrivò nelle mani dei reali di Francia, con Luigi XIV e Luigi XV a morire sì in età avanzata per l’epoca, ma l’uno tra le torture della gangrena, e l’altro del vaiolo in stato avanzatissimo. La successiva proprietaria fu la Principessa Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano, torturata e decapitata durante le rivolte del 1792; il diamante Hope passò quindi a Luigi XVI e a Maria Antonietta, i quali, come è noto, vennero ghigliottinati l’anno seguente.
Si vocifera di un passaggio di mano verso Caterina la Grande, morta per apoplessia nel 1796. Si sa invece per certo che nel 1830 il grosso diamante blu finì nelle mani del lord inglese Henry Thomas Hope – da qui il nome moderno del diamante. Dopo averlo comprato per una cifra folle per l’epoca (si parlava di ben 30 mila sterline) si separò dalla moglie: individuato il responsabile proprio nel nuovo acquisto, lo vendette a Jacques Colot, che impazzì in poco tempo.
Fu dunque la volta del principe russo Kanitowskij, che lo donò a una ballerina per poi ucciderla. Lo stesso principe morì durante i moti rivoluzionari. La storia del diamante, qui, si perde un po’. Sappiamo che venne acquistato dal sultano Abdul Hamid II, deposto dai giovani turchi nel 1909 per morire in povertà.
Lo stesso anno Pierre Cartier acquistò il gioiello per rivenderlo al proprietario del Washington Post Edward Beale McLean. E qui fu un’altra tragedia: la madre di Edward morì, il figlioletto venne investito, la figlia si suicidò, due cameriere morirono in circostanze misteriose. Infine, Edward affrontò un divorzio, per morire poi alcolizzato e in miseria. Il diamante Hope venne infine acquistato da Harry Winston, che nel 1958 decise di donarlo allo Smithsonian, dove è possibile ammirarlo ancora oggi.

Il valore del diamante Hope

Il diamante portato in Europa da Tavernier contava 112,5 carati, e venne ridotto a 67,5 carati dalla famiglia reale francese. Fu poi Hope a tagliarlo nuovamente, per arrivare agli attuali 44 carati, per il prezzo attuale che sia aggira intorno ai 250 milioni di euro.
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